Secondo incontro con Mario



  • Il giorno dopo al lavoro non riuscivo a stare minimamente concentrata; pensavo a tutto quello che era accaduto il giorno prima, sia l’incontro che la successiva chiacchierata. Ogni tanto sbirciavo la mia posta personale temendo di trovare un qualche suo messaggio che avrebbe disdetto l’appuntamento preso. Trastullandomi in questo modo non mi accorgevo che le rogne lavorative aumentavano e fu così che ben presto mi resi conto che essere per le 18 da Mario sarebbe stato impossibile. Gli mando un sms dicendo che avevo dei problemi al lavoro e che sarebbe stato molto difficile per me essere puntuale. Dopo poco mi risponde che temeva un messaggio del genere, appunto il giorno prima aveva detto che non avrebbe chiesto altri incontri lasciando a me la facoltà di scegliere o meno. Anche questa volta immaginava che io stessi accampando delle scuse per non andare da lui. Gli rispondo immediatamente che non era una scusa e che io non avevo intenzione di non incontrarlo, solo che probabilmente avrei fatto tardi in ufficio e che l’orario stabilito sarebbe slittato… Lui mi risponde di non preoccuparmi, non aveva impegni e mi aspettava a qualsiasi ora.

    Inoltre Mario viveva in una villetta a due piani molto bella ma un po’ scomoda da raggiungere essendo situata alla periferia della città. Fu così che arrivai da lui intorno alle 19,30. Era convinto che non sarei più andata e fu molto felice di vedermi. Ci salutiamo affettuosamente e ci mettiamo in salone seduti sul divano. Mi chiede del lavoro e così facendo il tempo scorreva. Ad un tratto gli chiedo: “allora Mario, mi hai preparato qualcosa da indossare di tuo gradimento?!?”

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